Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Mafia eventi Calabria 'Ndrangheta: Dia confisca beni per 60 mln a imprenditore

'Ndrangheta: Dia confisca beni per 60 mln a imprenditore

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6 luglio 2011
Vibo Valentia.
Beni per 60 milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia di Catanzaro.
    




I beni, secondo l'accusa, sono riconducibili a Giuseppe Prestanicola, di 58 anni, di Soriano Calabro, considerato imprenditore di riferimento della cosca Mancuso di Limbadi. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Vibo su proposta del direttore della Dia e ha interessato 140 tra appezzamenti di terreno, appartamenti ed altri fabbricati, 90 veicoli, numerosi conti correnti e cinque imprese, due delle quali operanti nel settore del calcestruzzo. Con lo stesso provvedimento il tribunale ha sottoposto Prestanicola alla sorveglianza speciale di ps con l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per cinque anni.

ANSA


Imprese infiltrate in appalti su A3

6 luglio 2011
Vibo Valentia.
Giuseppe Prestanicola, l'imprenditore di 58 anni al quale stamani la Dia ha confiscato beni per 60 milioni di euro, tra cui anche cinque imprese, avrebbe consentito l'infiltrazione della cosca Mancuso negli appalti per l'ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nel tratto in cui attraversa la zona del Vibonese. Per questo l'imprenditore, è stato arrestato nel febbraio 2009. Grazie alle sue imprese, secondo l'accusa, Prestanicola avrebbe consentito «l'infiltrazione della criminalità mafiosa, rappresentata dall'associazione Mancuso nel sistema di aggiudicazione, organizzazione ed esecuzione degli appalti pubblici concernenti la realizzazione dell'autostrada in Calabria». Nel provvedimento di confisca, i giudici del Tribunale di Vibo Valentia scrivono che «emerge dagli atti una relazione di contiguità di Giuseppe Prestanicola con associazioni mafiose operanti sul territorio del Vibonese, in particolare con la cosca Mancuso e con altre a questa legate. Contiguità dimostrata da una vera e propria comunanza di interessi tra l'attività estorsiva operata dai clan ai danni delle imprese appaltatrici di lavori per l'ammodernamento della autostrada Salerno-Reggio Calabria e la cospicua attività imprenditoriale svolta da Prestanicola avente ad oggetto forniture di materiale (sabbia, calcestruzzo e inerti) e di macchinari per l'esecuzione dei lavori appaltati. Comunanza di interesse evidentemente implicante un rapporto fondato sulla fiducia e sull'aspettativa di vicendevoli vantaggi, resa concreta dalla messa a disposizione delle potenzialità economiche dell'organizzazione imprenditoriale di Prestanicola e in particolare della capacità della stessa di relazionarsi in regime forzatamente monopolistico con gli appaltatori destinatari delle richieste estorsive al fine di far transitare, occultata nella remunerazione per le forniture e i servizi resi dall'impresa subappaltatrice, la tangente estorsiva destinata alle cosche mafiose». I beni confiscati oggi, erano stati sequestrati nel luglio del 2009.

ANSA