Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Mafia eventi Sicilia Brusca: ''Nel '92 sopralluoghi per uccidere Mannino''

Brusca: ''Nel '92 sopralluoghi per uccidere Mannino''

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10 ottobre 2011
Palermo.
Poco prima della strage di via D'Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta, Cosa nostra aveva stilato una lista di uomini politici da uccidere. Tra loro ci sarebbero stati i nomi di Calogero Mannino e Carlo Vizzini. Il primo della lista sarebbe stato l'ex ministro Calogero Mannino, oggi senatore del Pid. E il boss aveva già ordinato ai 'picciotti', tra cui Giovanni Brusca, di eseguire »dei sopralluighi nei posti più frquentati dall'onorevole, come la segreteria in via Zandonai«. Ma all'improvviso, il capomafia Totò Riina decise di »sospendere l'uccisione di Mannino perchè c'erano altre priorità. Tutto ciò accadde dopo la strage di Capaci«. A raccontare i retroscena dei falliti progetti di Cosa nostra, è stato oggi in aula il pentito di mafia Giovanni Brusca, ascoltato, per la terza volta, al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, entrambi accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nell'ottobre del 1995. »Fino a giugno del 1992 - ha detto Brusca collegato in videoconferenza - facevamo dei sopralluoghi per seguire gli spostamenti e le abitudini di Mannino. Ma poi è arrivato il 'fermò e non ne seppi più nulla«.

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