Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Mafia eventi Sicilia Scoperto maxitraffico di droga, 67 arresti a Palermo

Scoperto maxitraffico di droga, 67 arresti a Palermo

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30 settembre 2011
Palermo.
È in corso a Palermo una vasta operazione antidroga condotta dai poliziotti del commissariato Libertà e dalla sezione Antidroga della Mobile. Gli agenti stanno eseguendo 67 misure cautelari nei confronti di un gruppo di italiani e di alcuni africani indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale e allo spaccio di stupefacenti. L'associazione criminale, composta da palermitani, nigeriani, tunisini e ghanesi riusciva ad inondare il mercato nazionale e palermitano di grandi quantità di cocaina ed eroina, facendo arrivare lo stupefacente attraverso Spagna, Venezuela, Nigeria, Mali e Olanda. Nel corso dell'inchiesta sono state intercettate migliaia di conversazioni e sono già stati arrestati 73 corrieri che ingoiavano ovuli di cocaina per superare i controlli alla frontiera.

ANSA



A capo dell'organizzazione un nigeriano

30 settembre 2011
Palermo.
C'era un nigeriano, Francis Olabayo Wiwoloku, 35 anni, già detenuto dopo l'arresto scattato un anno e mezzo fa, a capo dell'organizzazione internazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina ed eroina, sgominata stamani dagli uomini della Squadra mobile di Palermo e del commissariato Libertà. Sessantasette in tutto le ordinanze di custodia cautelare emesse al termine di un indagine avviata nel 2005, 36 quelle eseguite stamani a carico di altrettante persone, dieci delle quali già in carcere. Per tutti l'accusa a vario titolo è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sei anni di indagini durante i quali gli investigatori hanno fatto scattare le manette ai polsi di 75 corrieri, sequestrando oltre 20 chili di cocaina e facendo luce su un'organizzazione complessa con base a Palermo e gestita dal nigeriano, che avvalendosi di canali internazionali (la droga arrivava in città da Spagna, Venezuela, Nigeria, Mali ed Olanda) riusciva ad immettere nel territorio nazionale e in particolare in città ingenti quantitativi di cocaina ed eroina. Grazie a migliaia di conversazioni telefoniche intercettate, gli investigatori sono riusciti a fare luce su una vera e propria «attività d'impresa», come l'ha definita il capo della Squadra mobile di Palermo, Maurizio Calvino. «L'organizzazione era composta - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa in Questura - da una serie di associazioni che lavoravano in parallelo per gestire ogni aspetto del traffico: l'importazione, la distribuzione, la custodia della droga. Si tratta, insomma, di un'organizzazione complessa e redditizia con un volume d'affari notevole». La droga arriva in Italia attraverso corrieri, per la gran parte 'ovulatorì, che mettendo a rischio la propria vita ingerivano consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti, viaggiando sia in aereo che in treno. Per eludere i controlli e per passare inosservati i vertici dell'organizzazione affidavano questo compito alle donne, così come erano le donne ad occuparsi della custodia della droga e dei contatti con gli acquirenti. «L'operazione nasce da un banale arresto per spaccio di stupefacenti - ha raccontato il procuratore aggiunto Maurizio Scalia -. Da qui sono scattate intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno permesso di ricostruire le rotte dei carichi di sostanze stupefacenti e di svelare un'organizzazione criminale complessa che poteva contare su contatti all'estero». A proposito di eventuali contatti con Cosa nostra Scalia spiega: «Tra gli arrestati vi sono un paio di soggetti (Francesco Chiarello, 31 anni, e Giovanni Bronzino, 57 anni, ndr) con precedenti anche per 416 bis. Tuttavia nel corso delle indagini non sono emersi collegamenti effettivi con la mafia, ma sappiamo bene che questo tipo di attività è sottoposta al controllo della criminalità organizzata e sicuramente poteva contare sul placet dei boss». «L'operazione - ha concluso il questore di Palermo Nicola Zito - è una risposta importante anche sul fronte del traffico di sostanze stupefacenti, che è una delle fonti di approvvigionamento di Cosa nostra. È stata un'operazione complessa che ha interessato diverse province italiane, almeno dieci, e che ha fatto luce su un fiorente traffico di droga attivo su tutte le piazze della città».

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