Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
NOTIZIE 2007/2011 Mafia eventi Sicilia Sequestrati beni per 2 mln di euro nell'agrigentino

Sequestrati beni per 2 mln di euro nell'agrigentino

E-mail Stampa PDF


27 settembre 2011
Palermo.
Beni per un valore complessivo di due milioni di euro sono stati sequestrati nell'agrigentino dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo. Il patrimonio è riconducibile a tre indiziati mafiosi, ritenuti organici a Cosa nostra agrigentina: Pietro Antonio Derelitto, 48 anni, di Sciacca; Antonio Giuseppe Perricone, 57 anni, di Burgio, attualmente detenuto, e Diego Gioacchino Guarneri, 43 anni, di Canicattì. Tra i beni sequestrati appartamenti, appezzamenti di terreno ed imprese. Pietro Antonio Derelitto e Antonio Giuseppe Perricone, ritenuti dagli investigatori inseriti nella famiglia mafiosa di Burgio, sono stati arrestati nell'ambito dell'operazione 'Scacco Mattò, mentre Diego Gioacchino Guarneri, appartenente alla famiglia di Canicattì, è stato arrestato nell'ambito dell'operazione «Alta Mafia». Derelitto e Perricone erano particolarmente vicini ai vertici di Cosa Nostra: il fratello del primo, Giovanni, è considerato il capo della «famiglia» di Burgio. I due avrebbero favorito la latitanza del boss Giuseppe Falsone, e Perricone avrebbe anche incontrato Bernardo Provenzano nella masseria di Montagna dei Cavalli, a Corleone (Palermo), dove trascorreva la latitanza, due giorni prima che venisse arrestato. Guarneri sin dalla giovanissima età ha goduto della piena fiducia del capo mafia canicattinese, nonchè zio, Antonio, morto nel 1998, che lo inserì appieno nelle attività del sodalizio mafioso. I provvedimenti patrimoniali sono stati emessi dal Tribunale di Agrigento, a seguito di richieste formulate dalla Dda di Palermo, dopo indagini della Dia. I beni sequestrati, per un valore di oltre 2 milioni di euro consistono in 5 appartamenti, appezzamenti di terreno, 3 imprese individuali, 12 rapporti bancari e autoveicoli.

Adnkronos