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NOTIZIE 2007/2011 TerzoMillennio La corruzione istituzionale in Paraguay

La corruzione istituzionale in Paraguay

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La corruzione istituzionale in Paraguay
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di Jorge Figueredo - Giudice Penale del Tribunale del Dipartimento di  Caaguazu-Paraguay - 24 dicembre 2008
Educazione alla Cultura della Legalitá




 
Parlare di corruzione in Paraguay è come far piovere sul bagnato; é cosí diffusa che quasi non fa notizia ed è un male cosí scontato da essere oramai diventato un virus cancerogeno penetrato nelle cellule dell’organismo di tutta la societá paraguaya. Che sta inquinando tutto. Per evitare che questa malattia porti il Paese alla morte è necessario agire con urgenza all’interno delle scuole primarie, secondarie e nelle universitá, organizzando momenti di riflessione mirati ad alimentare la cultura della legalitá, non soltanto tra gli studenti, ma facendo in modo che questa sia diffusa all’intera societá.

I giorni 28 e 29 dello scorso mese di novembre 2008 mi trovavo, in qualità di Giudice Penale dell’Unitá nº 4 del Tribunale del Dipartimento della Cittá di Caaguzú-Paraguay, insieme ad altri colleghi funzionari - il sostituto procuratore Daniel Mieres, l’investigatore privato Sr. Alberto Amarilla, impegnato nel recuperare veicoli rubati in Brasile e messi in commercio in Paraguay, il Commissario Fidencio Sanchez - ad effettuare una serie di controlli su autoveicoli presenti nella suddetta cittá. Alcuni di quali – di proprietà di un poliziotto, di un avvocato e di diversi cittadini – venivano confiscati.
Con nostra vera sorpresa uno dei proprietari dei veicoli non in regola, il commerciante Ramón Dario Ocampos Flores, nel corso di una deposizione di fronte al Tribunale ha affermato che “in data 21 aprile del 2008 aveva effettuato una transazione commerciale con il Sr. Ruben Saucedo, membro della polizia nazionale e avvocato, il quale esercitava, in veste di consulente giuridico, presso il Tribunale 2da. di Caaguazú; che quest’ultimo gli aveva venduto il veicolo confiscato Volkswagen, tipo Fox, rosso, quattro porte, con Chasis nº 9BWKA05Z564164686, anno di produzione 2005.
Secondo quanto emergeva dal racconto, l’agente di polizia Saucedo avrebbe dichiarato che per il veicolo c’era qualche complicazione giudiziaria e che una volta sistemato il problema gli avrebbe consegnato i documenti dell’auto; in quell’occasione l’agente avrebbe invece dato a Ocampo Flores una delibera firmata dal Giudice Antonio Duarte e dal cancelliere Vidal Gomez Leguizamon, con la quale il suddetto veicolo veniva consegnato in “deposito giudiziario”. Ancora, Saucedo gli avrebbe fatto firmare l’atto di consegna, pagando al consulente giuridico della polizia la somma di 19.000.000 guaranies.
Ma all’avvio dell’inchiesta seguita alla denuncia dello stesso Giudice Penale Antonio Duarte, abbiamo constatato che il Cancelliere Vidal Gomez Leguizamon aveva redatto documenti non autentici, vale a dire che le delibere consegnate ad alcuni dei proprietari dei veicoli confiscati, erano state elaborate dal segretario senza l’autorizzazione del giudice. E, cosa ancora piú grave, una di queste delibere era stata concessa ad un ufficiale di polizia, Diosmede Francisco Colman Vera, niente meno che Capo del Commissariato di Rimpatrio, una località vicina alla sede del Pubblico Ministero, al quale abbiamo anche sequestrato un veicolo non in regola e che è stato chiamato a deporre in Tribunale la prossima settimana.

Questa indagine è stata appena avviata; fino ad ora sono imputati il Cancelliere Giudiziario Vidal Gomez Leguizamon con l’accusa di falsificazione di documenti e l’agente di polizia e consulente giuridico Ruben Dario Saucedo Lopez con la stessa accusa di falsificazione di documenti e vendita di auto rubate (dal momento che vi sarebbero indizi che questo agente sarebbe coinvolto nella compravendita di veicoli rubati in Brasile, “messi in regola” grazie alla corruzione di funzionari giuridici utilizzati per ottenere delibere da consegnare ai compratori e per dare cosí una copertura legale). Premettiamo di non essere ancora in possesso di prove sufficienti per dichiarare che il consulente giuridico della polizia farebbe parte di un’associazione criminale o di gruppo dedicato al traffico di veicoli, che l’investigazione è solo all’inizio e che ci vorrà tempo per giungere alla veritá sul traffico di veicoli rubati principalmente nella Repubblica Federale del Brasile e in Argentina.
Ma indipendentemente dal risultato dell’inchiesta giudiziaria e dalle sanzioni che potrebbero essere imposte ai soggetti coinvolti in questi reati, è chiaro che l’obiettivo di tale operazione non è semplicemente la confisca dei veicoli o l’avvio di un processo a carico dei proprietari. Sin dall’inizio siamo stati d’accordo con l’investigatore Alberto Amarilla, della Cittá brasiliana di Foz di Iguazu, al confine con Cittá del Este-Paraguay, che la cosa più importante è dimostrare che la corruzione  in Paraguay non è un fatto isolato, né esterno al proprio Stato e che prevarrá fin quando esisterà una rete di corruzione, tessuta da funzionari statali, giudiziari, poliziotti e politici, con il consenso della stessa cittadinanza, che per decenni si è formata alla scuola dell’illegalità. Promossa e fomentata in particolar modo negli anni della dittatura del Generale Alfredo Stroessner, che governó dal 1954 al 1989 e che diede origine a una totale cultura dell’illegalità in Paraguay. Per combattere realmente il crimine organizzato che si serve e beneficia di suddetta cultura è quindi necessario smascherarla.