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NOTIZIE 2007/2011 Mafia eventi Giovanni Ciancimino: i contatti con l'altra sponda

Giovanni Ciancimino: i contatti con l'altra sponda

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20 ottobre 2009
Palermo.
"Venti giorni dopo la morte di Falcone, che per me fu scioccante, andai a trovare mio padre.





Mi disse 'questa mattanza deve finire'". Sono stato contattato da personaggi altolocati per parlare con l'altra sponda. Io sapevo a cosa si riferiva con l'espressione 'l'altra spondà: si riferiva alla mafia, parola che davanti a me non pronunciava mai". Lo ricorda Giovanni Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, sentito dai giudici della IV sezione del tribunale di Palermo che processano il prefetto Mario Mori, ex comandante del Ros e il colonnello Obinu per favoreggiamento alla mafia. Secondo la tesi dei pm di Palermo fu proprio Mori a intavolare un dialogo con Ciancimino, che per conto dei boss corleonesi, avrebbe dovuto trattare con le istituzioni per porre fine alla strategia stragista di Cosa nostra. "Io restai scioccato, basito e litigammo", ha aggiunto collocando l'episodio tra l'eccidio di Falcone e quello di Borsellino. "Dopo la strage di via d'Amelio - ha continuato - mio padre mi chiamò e mi propose di fare una passeggiata. In auto mi disse, 'tu che sei avvocato, cosa e' la revisione del processò. Io glielo spiegai. A quel punto aggiunse: 'Allora si puo' fare la revisione del maxi processo!'". Ciancimino ha aggiunto che il padre durante il colloquio tirò fuori dalla tasca un pezzo di carta arrotolato. Secondo i magistrati si sarebbe trattato del cosiddetto papello con le richieste della mafia allo Stato.
"Quando vidi mio padre in carcere, dopo il suo arresto a gennaio del '93, era depresso, non l'ho mai visto così. Mi disse: 'mi hanno tradito, mi hanno venduto'". Lo ha detto Giovani Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso Vito che, secondo la Procura di Palermo, avrebbe trattato per conto della mafia con lo Stato per porre fine alla strategia stragista. Ciancimino jr ha deposto al processo al prefetto Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento alla mafia. Ciancimino non chiese però al padre a chi si riferisse. Il teste ha raccontato dei tre incontri in cui l'ex sindaco gli disse dei suoi contatti con personaggi "altolocati" che gli avevano proposto di fare da tramite con "l'altra sponda", riferendosi a cosa nostra. Anche in quel caso il figlio non chiese a chi si riferisse il padre, ma - ha detto - "non credo parlasse di Mori".

ANSA