Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Salvo Vitale L'Aquila ricorda

L'Aquila ricorda

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6 aprile 2010
L'Aquila.
Alle 3.32 c'e'stato solo un lunghissimo silenzio, seguito da 308 rintocchi della campana delle Anime Sante: gli aquilani si sono ritrovati in tanti - oltre 25 mila - in quella piazza del Duomo...



...dove un anno fa accorsero feriti, spaventati, addolorati per il terribile terremoto che aveva distrutto la loro citta' e ucciso parenti, amici, studenti venuti da lontano.

C'e' stata, si', una scossa di terremoto, alle 2:57, ma di magnitudo 2.2, ovvero niente rispetto a quella di 6.3 del 6 aprile 2009.

E' stata una notte diversa, illuminata da migliaia di fiaccole, candele, lumini che dalla sera prima avevano dato luce lungo le strade buie ai quattro cortei silenziosi partiti da altrettanti quartieri per raggiungere la zona rossa del centro storico. Un gesto di grande valore simbolico non solo per commemorare le vittime, ma anche per ribadire la volonta' di tornare ad occupare il cuore della citta' e, quindi, di riappropriarsi di un'identita' ferita per la lontananza forzata.

Quattro cortei - composti da giovani, anziani, alcuni con le stampelle, giovani coppie con i bambini nelle carrozzine - aperti ognuno da un gruppo di parenti delle vittime e dai vari comitati cittadini che da un anno si battono per tenere alta l'attenzione rispetto ai problemi della ricostruzione e per pungolare le autorita'.

Non c'e' stata alcuna contestazione lungo i percorsi ne' quando, tutti assiepati nella piazza principale, e' stata attesa l'ora fatidica. Prima sono stati letti i nomi delle 308 vittime, poi sono seguiti i rintocchi della campana. Alla fine, in silenzio e con i ceri e le lampade ancora accesi, il ritorno a casa - per moltissimi lontano dall'Aquila - o alla Basilica di Collemaggio per la messa solenne dell'arcivescovo Giuseppe Molinari, il quale ha esortato a fare in modo che "questa notte segni l'inizio di un nuovo cammino con l'aiuto di Dio".

In formato minore, ma identica, la commemorazione ad Onna, frazione simbolo di quella scossa mortale, che ha voluto sottolineare il "nuovo cammino" posando alle 4.32, un anno e un'ora dopo il sisma, la prima pietra del centro sociale.
Non ci sono state le contestazioni temute perche', alcune ore prima, alcune persone che assistevano al consiglio comunale tenuto nella chiesa d lle Anime Sante, avevano fischiato mentre veniva letto il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il dissenso "di quattro cialtroni" - come li ha definiti il prefetto, Franco Gabrielli - zittito dall'intervento del sindaco, Massimo Cialente, che ha ringraziato il presidente della Repubblica, quello del Consiglio, la Protezione civile per
l'attenzione avuta nei confronti della citta'.

La notte e' scivolata nel silenzio composto di "una bellissima e commovente fiaccolata all'insegna della pieta"', come lo stesso prefetto ha rilevato, sottolineando che "la grandissima e composta partecipazione responsabilizza ancora di piu' le istituziuoni. Li' si e' vista fino in fondo la determinazione di questo popolo".
L'anniversario e' stato per gli aquilani un momento di riflessione e di dolore, ma anche l'opportunita' per ribadire che "il non urlare fa parte della cultura di questa gente determinata e compatta", come hanno evidenziato alcuni cittadini ricordando che il cosiddetto "popolo delle carriole" in silenzio rimuove le macerie, ma lancia segnali forti alle istituzioni.

Tratto da: rainews24.it