Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Salvo Vitale Anatomia del disgusto

Anatomia del disgusto

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di Salvo Vitale - 19 dicembre 2009

Mai come in questi giorni ho avvertito tanto disgusto per il bombardamento televisivo cui siamo sottoposti dopo il lancio del mini-duomo di Milano sui denti del Berlusca.



Si tratta di autentica violenza condotta senza scrupoli con la pervicace intenzione di suscitare pietà, ribellione, odio, ricompattamento senza fughe attorno al centro destra e al suo partito che ormai, attraverso il tesseramento, la creazione di sedi, il reclutamento di quadri e la loro formazione politica, si avvia a diventare una vera e propria struttura militare. In tutto ciò lo spettatore è totalmente indifeso e inerme: la sua unica possibilità è di spegnere il televisore, perché non c’è scampo, non esiste una rete che ti può dare qualche spazio diverso, sono tutti là, da tutte le emittenti, gettati come mosche sul miele,nei telegiornali, negli specials, nei dibattiti, pronti a contare i sospiri dell’amato presidente, i suoi punti di sutura,le sue evacuazioni, le sue increspature della fronte, a inventare presentimenti mistici, a recitare, preghiere. Soprattutto a chiudere definitivamente il cerchio sui residui spazi di democrazia e sugli ultimi oppositori al regime, in particolare il blog di Beppe Grillo, capace di portare un milione di persone in piazza, e il povero Di Pietro, colpevole di avere detto le stesse cose che tutti dicono, ma dall’altra parte della barricata: ovvero che la responsabilità del clima di violenza e di rabbia nel quale siamo stati immersi è tutta di chi usa e gestisce i suoi strumenti, le tv e i suoi spazi nazionali e internazionali per attaccare i giudici, per demolire la costituzione, per imporre la sua visione assolutamente centralizzata e distorta del voto popolare. Non parliamo delle “sparate” della Lega, degne dell’arresto immediato, alle quali, purtroppo, ci siamo assuefatti. La povera Bindi, anche lei colpevole di avere detto la stessa cosa di Di Pietro, cioè che la violenza viene da destra, e che si guardi allo specchio chi non è responsabile, è stata scaricata dai benpensanti e ipocriti del suo partito, che avrebbero dovuto difenderla a tappeto. Siamo a un’edizione scolorita e becera del caso Moro, la cui uccisione servì al PCI per compattare l’alleanza con la D.C. e far fronte comune contro l’opposizione alla sua sinistra. Così, nel gesto di un mentecatto, si cercano i “mandanti morali”, l’ultima disgustosa invenzione per eliminare i dissensi e i mugugni: secondo i giornali del neoduce, che sono autentiche fucine di odio e di incitamento ai linciaggi, anche il povero Fini e addirittura anche l’incravattato Casini sono finiti nel calderone dei responsabili: la vecchia “teoria del complotto”, del “solo contro tutti”, per compattare maggiormente le file. Non sono tra quelli che avanzano sospetti di preordinazione sulla regia del fatto in sé o sull’incapacità di chi avrebbe dovuto pensare alla sicurezza del “Pallone gonfiato”, né tanto meno tra quelli che esprimono dispiacere, dolore, rammarico, disgusto per questo “tragico” evento. Non è successo niente se non un lieve incidente con un ricovero precauzionale di due giorni, poi tutto ricomincerà come prima, anzi peggio di prima. Non sto neanche a sorridere sotto i baffi o a sognare che poteva anche andar peggio: indubbiamente lo psicolabile che ha fatto il suo gesto contro un’altra persona ugualmente disturbata ha conseguito un risultato: quello di procurare un milione di voti in più al centrodestra e di dimostrare dove può arrivare la macchina di guerra del neoduce attraverso i suoi colonnelli, marescialli, soldati semplici, maggiordomi, lacchè. I passi successivi sono chiari: l’approvazione, nei prossimi giorni, di una finanziaria che comprende la boiata della vendita dei beni confiscati alla mafia,e, successivamente di un nuovo Lodo Alfano,che ora si chiama “legittimo impedimento” e delle norme sul processo breve per rafforzare il consenso con i voti della delinquenza comune e soprattutto per mettere l’amato presidente al riparo dei processi che minacciano di mandarlo a casa. Naturalmente tutti, soprattutto l’opposizione e il suo principale partito, stanno a guardare e ad esprimere solidarietà. I comuni stacci dell’estrema sinistra continuano a studiare come meglio possono dividersi. Quando finirà?. Ho paura di pensare che non finirà mai: la Resistenza invece è finita da 66 anni!!!

Tratto da: corleonedialogos.it