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NOTIZIE 2007/2011 World News Amnesty denuncia: ''Da Usa, Europa e Russia date armi ai regimi arabi prima delle rivolte''

Amnesty denuncia: ''Da Usa, Europa e Russia date armi ai regimi arabi prima delle rivolte''

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19 ottobre 2011
Londra.
Gli Stati Uniti, la Russia e altri paesi europei hanno fornito grandi quantità di armi ai regimi del Medio Oriente e del Nord Africa prima dell'avvento della cosiddetta «primavera araba», pur...
   
...sapendo che potevano essere usate per compiere violazioni dei diritti umani.
Lo ha denunciato Amnesty International in un rapporto dal titolo 'Trasferimenti di armi in Medio Oriente e Africa del Nord: le lezioni per un efficace trattato sul commercio di armi'. Nel documento vengono prese in esame le esportazioni di armamenti verso Bahrein, Egitto, Libia, Siria e Yemen a partire dal 2005. «Le nostre conclusioni mettono in evidenza il profondo fallimento degli attuali controlli sulle esportazioni di armi, con tutte le scappatoie esistenti, e sottolineano quanto occorra un efficace 'Trattato sul commercio di armì che tenga in piena considerazione la necessità di difendere i diritti umani», ha dichiarato Helen Hughes, che ha curato la stesura del rapporto di Amnesty International. «I governi che ora affermano di stare dalla parte della gente in Medio Oriente e Africa del Nord sono gli stessi che fino a poco tempo fa hanno fornito armi, proiettili ed equipaggiamento militare e di polizia usati per uccidere, ferire e imprigionare arbitrariamente migliaia di manifestanti pacifici in paesi come la Tunisia e l'Egitto e tuttora utilizzati dalle forze di sicurezza in Siria e Yemen», ha commentato la Hughes. I principali fornitori di armi ai cinque paesi di cui si occupa il rapporto sono Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia e Stati Uniti. Il rapporto menziona 11 paesi (tra cui Bulgaria, Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia, Stati Uniti d'America, Turchia e Ucraina) che hanno garantito assistenza militare o autorizzato esportazioni di armi, munizioni e relativo equipaggiamento allo Yemen. Più difficile avere informazioni sull'afflusso di armi in Siria, dove comunque Amnesty denuncia che il principale fornitore è la Russia, che qui destina circa il 10 per cento di tutte le sue esportazioni. Nel rapporto si legge poi che l'India ha autorizzato la fornitura di veicoli blindati alla Siria, mentre la Francia ha venduto munizioni a Damasco tra il 2005 e il 2009. Amnesty International ha quindi identificato 10 stati (tra cui Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Russia e Spagna) che hanno autorizzato la fornitura di armamenti, munizioni ed equipaggiamento al regime libico del colonnello Muammar Gheddafi a partire dal 2005. Munizioni a grappolo e proiettili da mortaio MAT-120 di provenienza spagnola, venduti nel 2007, sono stati rinvenuti da Amnesty International a Misurata, bombardata dalle forze di Gheddafi. Si tratta di forniture proibite dalla Convenzione sulle munizioni a grappolo. Gran parte delle munizioni recuperate in Libia erano di fabbricazione russa, cinese, bulgara e italiana. Almeno 20 stati hanno poi venduto o fornito all'Egitto armi leggere, munizioni, gas lacrimogeni, prodotti antisommossa e altro equipaggiamento. Su tutti gli Stati Uniti, con forniture per un miliardo e 300 milioni di dollari all'anno, seguiti da Austria, Belgio, Bulgaria, Italia e Svizzera. I fucili sono stati usati dalle forze di sicurezza in Bahrain ed Egitto. Quest'anno, riconosce Amnesty International, sono comunque stati fatti passi avanti dalla comunità internazionale, che ha limitato i trasferimenti internazionali di armi a Bahrein, Egitto, Libia, Siria e Yemen. E questo per via degli attuali controlli sulle armi. «Ciò di cui il mondo ha bisogno è che si valuti rigorosamente e caso per caso ogni proposta di trasferimento di armi in modo tale che, se c'è il rischio sostanziale che queste potranno essere usate per compiere o facilitare gravi violazioni dei diritti umani, il governo dovrà mostrare semaforo rosso», ha detto la Hughes.

Adnkronos