Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Pietro Orsatti Liberta' di stampa. Un capitolo chiuso

Liberta' di stampa. Un capitolo chiuso

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di Pietro Orsatti - 22 aprile 2010
Il Ddl sulle intercettazioni del governo sancisce non solo la fine nel nostro Paese di questo strumento fondamentale per individuare e indagare su reati gravissimi, non ultimi quelli di mafia, ma di fatto cancella il diritto del cittadino di essere informato e il dovere del cronista di informare.



Anzi, di più: fare cronaca, se il Ddl diventerà legge, in un futuro prossimo diventerà un reato.

Infatti, il legislatore intende punire qualsivoglia pubblicazione e divulgazione non di chissà quali atti coperti da segreto istruttorio. Il Ddl intende sbattere in carcere (letteralmente) chi scriverà invece di atti giudiziari depositati regolarmente e disponibili alle parti. Ovvero di atti di fatto, e di sostanza, pubblici. Quindi divulgabili.

In questo modo si vogliono rendere segreti tutti i processi, le indagini, le notizie che riguardino in qualche modo la classe dirigente. La funzione della stampa viene negata, sminuita, cancellata e alla fine perfino perseguita. Primo, non informare. Secondo, non sapere. Terzo, obbedire.

Attenzione, perché la tentazione di mettere un bavaglio definitivo al diritto/dovere di cronaca e di informazione non la ha solo la maggioranza ma anche ampi settori del centro sinistra, del mondo dell’imprenditoria e della pubblica amministrazione. Perché appellandosi a una distorta interpretazione del diritto di privacy si vuole rendere invisibile al pubblico un dato fondamentale e non smentibile. Ovvero, che i reati di corruzione e contro la pubblica amministrazione sono all’ordine del giorno nel nostro Paese.

Criminalizzare chi fa informazione è il primo atto di uno stato autoritario. Non di una democrazia.

VISITA: orsatti.info

Tratto da: gliitaliani.it