Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Arresti Questura Varese arresta capomafia cosca Rinzivillo

Questura Varese arresta capomafia cosca Rinzivillo

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25 ottobre 2011
Milano.
I poliziotti della Squadra Mobile di Varese hanno arrestato all'alba il catanese Salvatore Fiorito, 67 anni, ricercato per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. L'uomo, latitante dal maggio scorso, era sfuggito alle catture emesse dal tribunale di Caltanissetta nell'ambito dell'operazione 'Tetragona', che aveva permesso di decapitare il clan Rinzivillo con l'esecuzione di 63 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa, convocata alle 15 in Questura a Varese. L'operazione 'Tetragonà aveva coinvolto 4 uffici investigativi della Polizia di Stato con l'impiego di oltre 300 uomini, 3 elicotteri e numerose unità cinofile. Erano stati sequestrati beni patrimoniali per un ammontare superiore ai 10 milioni di euro, tra i quali anche tre unità immobiliari proprio di Salvatore Fiorito, compresa la villa di residenza a Ferno, in provincia di Varese. L'indagine, avviata nel 2008 in un momento di instabilità determinato dalla morte di Daniele Emmanuello, capo indiscusso della cosca, ha consentito di monitorare le dinamiche criminali relative alla successione nella leadership, di ripercorrere la storia della famiglia di Cosa Nostra di Gela e di conoscere le sue ramificazioni, in Lombardia con i Rinzivillo e in Liguria con gli Emmanuello. L'attività investigativa rivolta sull'asse Gela-Busto Arsizio, ha evidenziato come i Rinzivillo avessero reimpiegato i proventi illeciti derivanti dal racket delle estorsioni e dal traffico di sostanze stupefacenti, finanziando attività imprenditoriali nel Nord Italia, utilizzando soggetti compiacenti. Era Crocifisso Rinzivillo detto 'Ginò a coordinare da Roma, località in cui risiedeva, il gruppo criminale di stanza a Busto Arsizio capeggiato da Rosario Vizzini. Il gruppo, inoltre, era abitualmente dedito al traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo cocaina, attività illecita nella quale Salvatore Fiorito rivestiva un ruolo di primo piano. Nei primi mesi del 2009, insieme a Rosario Vizzini, aveva organizzato e finanziato l'importazione di un ingente quantitativo di cocaina dal Sud America attraverso l'Inghilterra, da dove se ne perdeva traccia a causa dell'ennesimo cambio di schede telefoniche da parte degli indagati. La cattura è stata resa possibile grazie a prolungati servizi di osservazione e pedinamento nei confronti dei familiari e, in particolare, del figlio Cosimo. L'appartamento, adibito a laboratorio di filati, aveva una botola che conduceva ad una ambiente interrato immaginato come nascondino durante eventuali perquisizioni. Fiorito è stato ristretto nel carcere di Opera.

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