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NOTIZIE 2007/2011 Marco Travaglio La diretta con ''Passaparola''

La diretta con ''Passaparola''

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La diretta con ''Passaparola''
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9 febbraio  2009

La terza repubblica di Berlusconi
Il VIDEO e la trascrizione dell'intervento di Marco Travaglio.




La terza repubblica di Berlusconi by BeppeGrillo.it



Sommario della puntata:

- Lo scudo umano
- Non si può modificare una sentenza per legge
- Berlusconi è ontologicamente incostituzionale
- Il precedente di Berlusconi che nessuno ricorda
- Niente applausi al Capo dello Stato
- Armi di distrazione di massa


 


"Buongiorno a tutti.


Nemmeno oggi intendo parlare di questa ragazza che da 17 anni soffre in una condizione che nessuno può sapere se sia ancora di vita, se sia di vita apparente, morte apparente, vita vegetativa.
Sono tutte cose più grandi di noi, più grandi anche dei più grandi scienziati e non intendo minimamente mettere il dito in queste cose che dovrebbero essere lasciate alla coscienza anche se sono diventate un reality show.
Non voglio neanche nominarla, questa ragazza, perché credo sia già stata violentata troppo e continuerà ad esserlo fino all'ultimo istante.
Quando si sente dal presidente del Consiglio disquisire sulle sue mestruazioni e sulla sua possibilità di avere figli, credo si debba soltanto provare una incommensurabile vergogna, visto che il nostro presidente del Consiglio non conosce la vergogna, nemmeno l'espressione “vergogna”. Credo non sia mai arrossito anche perché, se lo facesse, il suo rossore sarebbe coperto da quintali di cerone.
Vorrei però parlare di quello che sta succedendo intorno al caso di questa ragazza, che invece di essere lasciata alle cure dei suoi familiari e dei medici - gli unici che possono decidere, solo i familiari conoscono a fondo una ragazza avendoci vissuto per molti anni insieme, possono sapere, intuire, prevedere le sue volontà, solo i medici possono conoscere esattamente le sue condizioni di salute – invece che essere lasciata a queste poche persone, che nell'intimità e con la prudenza, in punta di piedi, dovrebbero poter decidere, abbiamo trasformato tutto questo in una grande gazzarra, in una grande sceneggiata che sta facendo dell'Italia lo zimbello del mondo, ancora una volta.
Non è la prima volta, ma il fatto che diventiamo uno zimbello anche su questioni così drammatiche e delicate credo segni un punto di non ritorno.

Lo scudo umano
Dietro questa gazzarra, naturalmente, non c'è il tentativo di salvare una vita. Basta guardare l'espressione con cui il nostro capo del governo e i suoi sodali parlano di questo caso.
Si vede chiaramente dai loro occhi che non gliene importa assolutamente niente della vita di questa persona.
Usano questa persona, o quello che ne rimane, come scudo umano per i loro sporchi traffici, per i loro sporchi affari, per i loro sporchi tornaconti, tanto per cambiare.
Tutto, in questi quindici anni, è stato usato dal Cavaliere per il suo sporco tornaconto, qualunque cosa capitasse lo rivolgeva immediatamente ai suoi vantaggi e ai suoi affaracci privati.
Eluana è un pretesto – sì, l'ho detto, non lo dirò più – per fare affari, per sistemare pratiche, per moltiplicare l'immunità, per dare la spallata definitiva alla giustizia.
Infatti, non è affatto in discussione il salvataggio o meno di una vita che, iniziate le procedure, seguirà il suo corso.
Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco.
E' un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l'idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi del Parlamento medesimo, io credo che finisce all'istante lo Stato di diritto, finisce all'istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all'istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze.
In un Paese dove un governo o una maggioranza possono annullare una sentenza per legge o per decreto, ciascuno è libero di fare ciò che vuole visto che mai un privato cittadini potrà ottenere dal governo o dal Parlamento che venga annullata la sua, di sentenza, quando non gli piace.
Ed è proprio questo principio che Berlusconi ha voluto scardinare l'altro giorno approfittando del dramma di questa ragazza.
Lo spiega molto bene Carlo Federico Grosso questa mattina su La Stampa: non c'è nessuna corsa contro il tempo, battaglia fra chi vuole la vita e chi vuole la morte, nessuno scontro fra eutanasia e vita.
Qui c'è un vuoto di legge, colpa del Parlamento che non ha mai fatto la legge sul testamento biologico, del Vaticano che si è sempre opposto, dei servi di questo stato estero che si sono appecoronati, dei tremebondi laici che non hanno mai voluto arrivare allo “scontro”, cioè non hanno mai voluto che lo Stato liberale facesse quel che doveva fare nell'interesse di tutti i cittadini.

Non si può modificare una sentenza per legge

Quindi ci ritroviamo senza una legge che codifichi le ultime volontà di persone che stanno magari benissimo ma che decidono di far sapere come vogliono essere trattate in certe situazioni drammatiche.
In questo vuoto legislativo, ogni cittadino ha diritto di avere giustizia, di chiamare un giudice, di porgli un quesito e di avere una risposta del giudice, il quale decide non solo in base alla sua coscienza ma in base all'ordinamento, alla Costituzione, all'impalcatura giuridica del nostro Paese democratico.
I giudici hanno sentenziato, per fortuna si sono pronunciati in tanti, in primo grado, in appello, in cassazione.
Voi sapete che quando si arriva al terzo grado di giudizio sono coinvolti dai 15 ai 18 magistrati, di sedi, idee, età, funzioni diverse.
Alla fine c'è una sentenza definitiva della Cassazione. “La Cassazione – dice Carlo Federico Grosso – ha definitivamente riconosciuto alla ragazza o a chi per lei il diritto di staccare il sondino nasogastrico attraverso il quale si realizza il suo mantenimento artificiale in vita. Ebbene, di fronte a un diritto ormai definitivamente riconosciuto dall'autorità giudiziaria, davvero si può ritenere che una legge successiva sia di per sé in grado di cancellare il giudicato? Si badi che, curiosamente, lo stesso governo ha avuto i suoi dubbi: infatti, nella relazione che accompagnava il decreto – quello che poi è stato bocciato da Napolitano e che adesso viene riveduto e non corretto, ripresentato tale e quale come disegno di legge – il governo ha scritto che è vero che c'è stata una sentenza, in questo caso della Cassazione, ma questa data la particolare natura del provvedimento assunto, di mera volontaria giurisdizione, non avrebbe dato vita ad alcun accertamento di un diritto”.
“Così facendo – dice Grosso – lo stesso governo ha ammesso che se ci fosse stato il riconoscimento di un diritto, questo sarebbe ormai intangibile anche di fronte alla legge che eventualmente verrà fatta fra poche ore. Ma a differenza di quanto sostiene il governo, la Cassazione ha, in realtà, riconosciuto un vero e proprio diritto individuale a non essere più medicalmente assistiti contro la propria volontà, comunque manifestata, e dunque è lecito dubitare che il legislatore possa davvero interferire, ormai, con una legge su una situazione giuridica costituita. A maggior ragione, non potrebbero, d'altronde, essere considerati legittimi ulteriori interventi a livello amministrativo diretti ad ostacolare o impedire l'esercizio di quel diritto.”
Tutte queste ispezioni, questa vergogna di ispettori mandati da questo ministro, Sacconi, il marito della presidente della Farmindustria, che si aggirano intimidendo già soltanto con la loro presenza, anche involontariamente, chi deve delicatissimamente decidere, in queste ore, quello che si deve fare.
“Lo impone, ancora una volta, la salvaguardia del principio costituzionale della divisione dei poteri”.
Tutto questo cosa vuol dire? Che la legge che viene portata al Parlamento potrebbe valere per il futuro, ma è assurdo che una legge fatta dopo possa cancellare un diritto acquisito prima. Invece, è proprio quello che stanno cercando di fare: stabilire che in attesa dell'approvazione di una legge organica che disciplini questa materia, intanto l'alimentazione e l'idratazione non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.
Praticamente, trasformano in delinquenti i familiari e i medici che stanno applicando la sentenza della Cassazione.
La legge dice: “state attenti, perché se rispettate la sentenza della Cassazione siete dei delinquenti perché io vi dico, dopo, che se fate quello che è stato stabilito dalla Cassazione prima violate la legge che io sto facendo dopo”.
Vi rendete conto dell'abominio che stanno facendo? Indipendentemente che ciò avvenga per decreto o per disegno di legge. E' incredibile.
Infatti, chiede Grosso: “E se la persona interessata, quando era ancora consapevole, avesse manifestato la sua contrarietà a trattamenti medici diretti a tenerla artificialmente in vita? Costituisce principio di diritto pacifico, riconosciuto da numerose sentenze della Cassazione, che nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà.”
Lo stabilisce, ancora una volta, la Cassazione: ci sono confessioni religiose che rifiutano le trasfusioni, i trapianti. Può dispiacere o piacere, ma sono tutte cose non naturali che una volta non c'erano.
Esattamente come i sondini, l'idratazione artificiale, l'alimentazione artificiale: sono conquiste recenti della tecnica, che servono a tenere in vita chi si spera che ritroverà le sue funzioni, ma che non possono essere imposte a chi non le vuole, proprio perché sono tutte tecniche artificiali frutto della tecnologia recente.
Per dirla chiaramente: qualche decennio fa questa ragazza della quale stiamo parlando sarebbe già morta da tempo, perché non ci sarebbero stati gli strumenti per tenerla artificialmente in vita per tutto questo tempo.
Dopodiché sta alla famiglia e alle sue ultime volontà decidere se sottoporsi a queste tecniche invasive oppure no. Ci sono famiglie eroiche che accudiscono persone in quelle condizioni anche per decenni, è successo per l'ex ministro Andreatta che si era ridotto a una specie di corpicino minuscolo, così veniva descritto negli ultimi tempi, e che la famiglia ha deciso di tenere attaccato alle macchine fino a quando non fosse tutto finito.
Altri, evidentemente, possono lasciar detto che certe tecniche artificiali non le vogliono.
“Ma allora – dice Grosso – lo stesso contenuto del disegno di legge è fortemente sospetto di illegittimità perché imporrebbe un trattamento di mantenimento artificiale in vita anche a chi avesse dichiarato – magari per iscritto, davanti al notaio: non c'è ancora il testamento biologico ma ciascuno lo può fare per conto suo – di rifiutare queste tecniche”.
Questo è quello che sta succedendo. Voi vedete che non c'entra niente con quello che viene spacciato per il tentativo di salvare una vita, con tutte queste brave persone, magari anche in buona fede, che vanno con gli striscioni fuori dalla clinica.