Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Focus 'Ndrangheta: Origini, storia, struttura

'Ndrangheta: Origini, storia, struttura

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Indice
'Ndrangheta: Origini, storia, struttura
Seconda parte
Terza parte
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calabria-web1.jpgdi Domenico Cilione

Prima parte

Scrivere di mafie  non è facile, scrivo con i miei limiti, appassionato della tematica del riutilizzo sociale di beni confiscati alle che ho avuto modo di conoscere grazie a Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presieduta da Don Luigi Ciotti .


Sulle origini della ‘ndrangheta si sono fatte molte ipotesi.  Il nome farebbe pensare ad un etimo greco. Il linguista Paolo Martino sostiene che ‘ndrangheta, deriverebbe dal greco classico, quello parlato nella zona di Bova, in provincia di Reggio Calabria, e precisamente da andragathos che significa  uomo coraggioso, valente1. In molte zone del reggino il verbo andragatizomai 2, significa assumere atteggiamenti mafiosi, spavaldi, valorosi. Già nel periodo della Magna Grecia, individui  valenti e coraggiosi avevano dato vita alle cosiddette hetairiai, associazioni di cittadini, in parte segrete, che non di rado conseguivano i loro obiettivi con l’intimidazione e l’eliminazione fisica degli avversari. In un documento cartografico risalente al 1595 si è scoperto che una vasta area del Regno di Napoli, comprendente parti delle attuali regioni della Campania e della Basilicata, era nota come Andragathia region, terra abitata da uomini valorosi. In Calabria la ‘ndrangheta, o meglio un’organizzazione criminale con tratti simili a quelli che oggi caratterizzano la mafia calabrese, ha cominciato a farsi notare all’interno del processo che accompagna la formazione dello stato unitario. Sono proprio l’onore e la vendetta ad ispirare la leggenda che fa da sfondo alla ‘ndrangheta come mentalità e comportamento individuale e poi come organizzazione criminale diretta a praticare la violenza organizzata. Si narra che nel Seicento, su una nave partita dalla Spagna si erano imbarcati tre nobili cavalieri costretti a fuggire  per aver lavato nel sangue l’onore di una sorella sedotta. Sbarcati sull’Isola di Favignana, Osso, votandosi a San Giorgio, decide di rimanere in Sicilia dove fonda la mafia, Mastrosso, devoto alla Madonna, si trasferisce in Campania dove organizza la Camorra, mentre Carcagnosso, con l’aiuto di San Michele Arcangelo, punta sulla Calabria dove da vita alla ‘ndrangheta  (non è quindi un caso, se il 15 agosto 2007 nelle tasche di una delle vittime della strage di Duisburg, viene trovato un santino bruciato, indicatore inequivocabile di un  recente rituale di affiliazione) . Nel caso della ‘ndrangheta  calabrese il modello organizzativo dell’organizzazione criminale ricalca quello delle società patriarcali, si tratta di una organizzazione di tipo orizzontale basata su legami parentali a differenza della mafia siciliana che ha una organizzazione di tipo verticale , non è quindi un caso se nella ‘ndrangheta vi sono  solo pochi pentiti, proprio per questi legami parentali e patriarcali all’interno dell’organizzazione criminale. 3La famiglia, detta anche ‘ndrina o cosca, è la cellula primaria della ‘ndrangheta. Essa è formata dalla famiglia naturale del capo-bastone, alla quale se ne aggregano altre, non di rado sempre con qualche grado di parentela, formando così il locale, cioè una entità territoriale di almeno 49 affiliati, quasi sempre coincidente ad un ambito territoriale locale quale un quartiere o una zona di una città.  Ogni locale, è diretto da una terna di ‘ndranghetisti” detta “copiata”, quasi sempre rappresentata dal capo- bastone, dal contabile e dal capo crimine. La copiata deve essere dichiarata ogni qualvolta un affiliato si presenta in un locale diverso da quello di appartenenza oppure qualora venga richiesta da un affiliato gerarchicamente superiore. Il contabile, oltre alle finanze e alla divisione dei proventi, si occupa della c.d. baciletta, cioè della cassa comune dove affluiscono i proventi dell’attività criminale, mentre il capo crimine è responsabile della pianificazione e dell’esecuzione di tutte le azioni delittuose. Sia il contabile che il capo crimine devono sempre agire ottemperando alla disposizioni del capo-bastone. Ogni capo-bastone ha potere di vita e di morte sui suoi uomini ed ha diritto all’obbedienza assoluta. Ma la ‘ndrangheta così come tutte le mafie in una sorta di contraddizione che coglie i suoi aspetti nell’arretratezza culturale e nell’arcaicità, si è globalizzata, abbandonando i sequestri di persona per controllare i traffici mondiali di sostanze  stupefacenti, investendo nella sanità, nel traffico dei rifiuti, nella grande distribuzione commerciale, acquistando un ruolo imprenditoriale e quindi anche soggettività politica. Una nuova dimensione del fenomeno che si è modellato sulle pieghe della società, non solo calabrese ma anche e soprattutto moderna. Un nuovo soggetto criminale moderno con una nuova borghesia mafiosa, inserita nei salotti buoni della società  e dell’economia mondiale. 4 Ammonta a quasi 44 miliardi di euro il giro d’affari della ‘ndrangheta stimato dall’ Eurispes per il 2007. Un fatturato fuorilegge pari al 2,9% del Prodotto Interno Lordo italiano, attestato per il 2007 a 1.535 miliardi di euro. La società con il più grosso giro d’affari del mondo! Un dato quello del  fatturato che risulta ancora più allarmante se messo a confronto con il PIL di alcuni paesi europei: il giro d’affari della ndrangheta  holding è ad esempio equivalente alla somma della ricchezza nazionale prodotta da Estonia ( 13,2 miliardi di euro)  e Slovenia. Il settore più remunerativo si conferma quello del traffico di droga che determina introiti per 27.240 milioni di euro   Una vera e propria holding del crimine come una società che detiene la maggioranza delle azioni di tante altre aziende satelliti, un ruolo di primo piano assunto nell’ambito del mercato del traffico internazionale di stupefacenti. A completare il paniere criminale, i roventi illeciti derivanti dal mercato dell’estorsione e dell’usura con 5.017 milioni di euro; il traffico di armi con 2.938 milioni di euro ed il mercato della prostituzione con 2.867 milioni di euro, una vera e propria Holding del crimine.

1  P..Martino, Storia della parola ‘ ndrangheta, in AA.VV, Le ragioni della mafia, Jaca Book, Milano , 1983. p.124

2
Il verbo andragatizomai- atteggiarsi a uomo valoroso- è stato usato anche da Tucidide, Aristotele, Diodoro Siculo, Plutarco e Polibio

3
Da Fratelli di sangue di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri- Pellegrini Editore 2006

4
I dati del giro d’affari della ‘ndrangheta sono tratti dal Dossier  ‘Ndrangheta Holding pubblicato da Eurispes anno 2008