Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Focus La mafia transnazionale

La mafia transnazionale

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di Michele Altamura - 27 ottobre 2008
Dalla naturale evoluzione delle organizzazioni criminali locali, con l'appoggio dei Governi dei giovani Stati nonchè delle mafie dei paesi confinanti, sta nascendo la nuova mafia transnazionale.  Proprio come una multinazionale, il gruppo può anche avere una sede operativa, un cuore in una sola nazione ma senza che vi siano per questo precise identità nazionali.


Un fenomeno simile alla mafia siculo-americana, che si sta ora ricreando nei Balcani, dove le mafie più forti sono proprio quelle collegate con entità che si trovano all'estero, tale che i paesi balcanici rappresentano delle mere basi logistiche e operative.

Gli atti di terrorismo che stanno colpendo la regione balcanica, con apparenti episodi sporadici e privi di collegamento, sono i primi segnali della formazione nell’area sud-orientale dell’Europa di strutture di criminalità transnazionale. Un fenomeno che deriva dalla naturale evoluzione delle organizzazioni criminali locali, che hanno trovato nei Governi degli Stati giovani e nelle mafie dei Paesi confinanti un ponte di crescita e di espansione. Tra nuovi politici e vecchia criminalità si viene a creare un forte legame derivante da un interesse economico, che si traduce nella partecipazione e nella cooperazione con lo stesso gruppo di società, di persone, di associazioni che operano diversi Stati e continenti. Il gruppo può anche avere una sede operativa, un cuore in una sola nazione ma senza che vi siano per questo precise identità nazionali.

Proprio come una multinazionale, la rete si serve di legali, fiduciari e notai che si occupano degli aspetti meramente tecnici e burocratici, mentre chi si trova alla base di questa gerarchia si farà carico del lavoro sporco, con una precisa divisione dei ruoli a seconda della posizione di potere occupata nella regione. Questo tipo di struttura si è venuta a creare con la mafia siculo-americana, che aveva dato origine ad un’organizzazione che aveva la burocrazia di un apparato statale, e le regole gerarchiche tradizionali di Cosa Nostra, riuscendo così a costruire una perfetta triangolazione tra Sicilia-America-Svizzera, che dava canali di contrabbando e riciclaggio. Una realtà così complessa, sulla quale tuttavia il Giudice Falcone riuscì a fare luce, contribuendo con le sue indagini a scoprire, nei primi albori, i meccanismi che legavano economia, politica e mafia.
Quanto accaduto anni fa, si sta ricreando con gli Stati balcanici, dove le mafie più forti sono proprio quelle collegate con entità che si trovano all'estero, tale che i Balcani rappresentano delle mere basi logistiche e operative.

Ciò che rende questi territori speciali è il fatto che conservano un’unione intrinseca nonostante siano molto frammentati, dovuta alle innumerevoli parentele che legano clan mafiosi di piccole e grandi dimensioni, superando divisioni etniche e religiose. Questi legami così invisibili non sono da sottovalutare, perché già da tempo è in atto la fondazione di una Santa Alleanza, una sorta di protezionismo del territorio che controlla ogni tipo di traffico che verrà impiantato. La nuova organizzazione transnazionale è strutturata in reti di trasporto, di distribuzione, di riciclaggio di denaro e infine della remissione del denaro in circolazione mediante l’acquisto di quote e partecipazioni nei più svariati settori economici.  Il settore più attraente per questo tipo di operazioni sono le privatizzazioni, per poi passare all'edilizia, all'editoria, alle concessioni e alle infrastrutture pubbliche. Il cuore del sistema è il riciclaggio organizzato da banche compiacenti, bisognose di capitalizzare soldi liquidi per salvaguardare i propri interessi si sussistenza durante i periodi di crisi economica. Infatti, nell’era della moneta elettronica e della virtualizzazione degli scambi, il riciclaggio non avviene con operazioni e transazioni che implicano la consegna materiale del contante, ma con passaggi intermedi di deposito ed emissione di titoli collaterali, con l’intermediazione di operatori specializzati.

La militanza in tali gruppi, d’altra parte, crescerà sempre di più in quanto la crisi economica e la precarietà in cui versano tali realtà, spingeranno le giovani generazioni a risolvere i loro problemi quotidiani rivolgendosi a questa rete.Un corriere di droga che dovrà passare le frontiere dai Balcani all’Italia, potrà guadagnare dai 1000 ai 2000 euro a chilo, e continuerà a farlo fin quando non avrà accumulato il denaro che gli occorre. Rischierà senza temere le conseguenze che lo aspettano, considerando che, statisticamente, esiste un rischio di 1 a 10 di essere arrestato e poi sbattuto su una qualsiasi pagina di giornale per un'ordinaria giornata di cronaca. I luoghi di reclutamento sono i "cosiddetti bar frequentati da tutti", che potete trovare facilmente nei Balcani, con giovani ragazze pronte ad adescare il pollo di turno da intrappolare nella rete. È chiaro che tutti, nei Balcani, sono a conoscenza di questo tipo di assoldamento, e chi è intelligente ne resta ben lontano, seppure con una convivenza molto ravvicinata.

Non esisteranno pentiti in questa organizzazione, perchè agiscono in virtù di contatti con "cyber caffè", tramite una grezza steganografia, parole chiavi e linguaggio cifrato. Gli stessi membri della struttura  non si conoscono tra di loro, in quanto i veri contatti in trovano in Europa, tra emigranti trapiantati e perfettamente integrati, e aggregazioni con altre etnie. La commistione di lingue, origini e codici, non permette di tracciare un filo conduttore per poter tracciare i loro movimenti. La confusione delle etnie ha fatto sì che, la cosiddetta integrazione dell'emigrazione ha "internazionalizzato" anche la criminalità, dando supporti logistici in qualsiasi Stato, tramite delle basi che sono ora sparse in ogni provincia d’Europa. Purtroppo infiltrare questi gruppi è inutile, essendo molteplici e sparsi su un vasto territorio, e non è possibile ridimensionarli. Fenomeni così silenziosi si annideranno soprattutto nei grandi centri urbani, in quanto nelle piccole città i clan locali rispondono con il fuoco, ragion per cui non è da escludere un aumento esponenziale degli episodi di "regolamento di conti" sul territorio europeo e tra bande rivali. Gli attentati, gli omicidi, gli strani incidenti sono delle vere e proprie scosse di assestamento all’interno dei Balcani per l’individuazione della forza dominante, una sorta di rivoluzione criminale dopo "l'avanzata turca" all'interno dei territori. E il clima diventerà ancora più teso e sanguinoso se la Comunità Europea, invece di tentennare, non reagirà con fermezza alla nuova mafia transnazionale.

Tratto da: www.rinascitabalcanica.com