Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 La catena di san libero La Catena di San Libero n. 371

La Catena di San Libero n. 371

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La Catena di San Libero n. 371
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4 ottobre 2008
Minorenni

Gli abitanti di Catania hanno deciso che bisogna lasciare l'immondizia per le strade, che bisogna tenere la città al buio, che non bisogna pagare i comunali, che i politici si debbono prendere tutti i soldi che vogliono e che...


bisogna vendere il teatro Bellini al Qatar e Sant'Agata ai giapponesi.
L'anno deciso in piena libertà due volte, prima votando Scapagnini e poi dando l'ottanta per cento dei voti agli amici suoi.

Poi si sono messi a piangere: "Siamo senza una lira! C'è buio! C'è puzza! Aiuto, settentrionali!". E il buon coglione di Bergamo (o di Torino, o di Pescara, o di Bari: insomma, qualcuno che ci ha i soldi perché lavora) commosso s'è impietosito, ha messo la mano in tasca e: "To', eccoti 'sti centoquaranta milioni! E bada di non spenderteli subito come al solito, bricconcello!".

Che i catanesi, in quanto popolo, siano minorenni, non c'è il minimo dubbio. Non i politici, proprio i cittadini. Purtroppo, un quattrocento milioni se l'è beccati pure er Popolo de Roma, cor centurione in testa. Eppoi, gli americani, che stanno strillando? Lo senti? "Sono pieno di debiti! Non voglio pagarli io! Chin-chin-chin, sceicco Hussein, Ivan, non mi lasciate fallire! Datemi una mano!".
Vabbe'. Consolamoci così.

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C'è o non c'è?

Confino. Non è più per i mafiosi, ma per i sindacalisti che difendono i senzacasa (Palermo, Pietro Milazzo, ordine del questore di Palermo).
Referendum. Non è più un diritto, perché tanto poi il governo fa quello che vuole e quindi sono soldi sprecati (Vicenza, referendum sulla base, ordine della Corte dei conti).
In Italia discutono ancora se c'è o non c'è il fascismo.

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La Lega a Napoli si chiama An

I neri a Pianura ci stanno da quindici anni. Ci stanno male, come quasi tutti gli immigrati da queste parti, però fino ad oggi nessuno gli aveva mai dato fastidio. La maggior parte di loro abita nelle case diroccate dell’antico casale, che oggi è solo un quartiere periferico abbandonato a sé stesso. Via dell’Avvenire, si chiama la strada. Qualche mese fa, alcuni consiglieri di An guidavano un blitz di agenti all’alba, immaginando di trovare chissà cosa e riuscendo solo a intimidire. Quest’estate un incendio forse doloso ha sgomberato un intero edificio, occupato anche da napoletani. I bianchi li hanno sistemati in alloggi di fortuna, i neri li hanno lasciati per tre giorni in strada prima di trovargli un albergo.

Da una settimana quelli che restano a Pianura sono assediati da alcune decine di napoletani, loro vicini di casa. Li prendono a pietrate quando escono fuori, ne hanno picchiato uno che andava a farsi la dialisi; e quando i neri hanno fatto un corteo per denunciare quel che stava accadendo gli hanno sbarrato la via del ritorno. Sono potuti rientrare in casa solo con la scorta dei carabinieri.

Dietro questo schifo ci sono alcuni consiglieri, municipali e regionali, di Alleanza Nazionale. I loro moventi non sono del tutto chiari (c’è un piano di riqualificazione, soldi in arrivo, ma non riguardano via dell’Avvenire), ma le loro azioni sono spavaldamente alla luce del sole. Quel che manca, con l'eccezione di uno sparuto ma coraggioso gruppo di compagni, è una reazione civile ed energica di tutto il resto della città.
[luca rossomando]

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Dibattito fra italiani sulla vigilanza urbana

"Non vedo tutto questo scandalo razzismo, cosa hanno scritto di male sulla busta: Emanuel è il suo nome, Negro è negro (non si può negare) quindi cosa avrebbero dovuto scrivere, Marco Bianco?
(Inviato da "demeter76" il 01 ottobre 2008 su un forum di lettori)

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Contrada torna a casa. Il giudice Borsellino invece no

Dai giornali: arresti domiciliari a Bruno Contrada. E' il traditore che passava notizie alla mafia, fra cui forse alcune relative ai movimenti del giudice assassinato. Commento di Sonia Alfano (Associazione familiari vittime della mafia): “Il trasferimento di Bruno Contrada a Palermo è la prova certa che quell’uomo trascina con se una quantità di segreti tali da riuscire a ricattare un’intera classe dirigente”.

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Buona memoria

Orlando alla Vigilanza Rai o in qualunque altro posto? Mai e poi mai, a costo d'inventarsi altre cento scuse una più traballante dell'altra. Dell'Utri ha buona memoria, e si ricorda benissimo della strizza che gli ha fatto prendere Luca quand'era sindaco di Palermo, a lui e a tutti gli altri amici. E in queste cose adesso comandano i Dell'Utri.