Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 La catena di san libero La Catena di San Libero n. 368

La Catena di San Libero n. 368

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La Catena di San Libero n. 368
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Ti delo? ("Che fare?")

La cosa che dobbiamo fare è ingaggiare Bossi, fargli fare un movimento per l'indipendenza della Sicilia, levare la Sicilia dall'Italia e farla votare per conto suo. Questo sarebbe determinante.



In Italia senza i voti dei siciliani non solo non avrebbe vinto Berlusconi le prime volte, ma neanche Andreotti sarebbe mai riuscito a diventare ciò che è diventato (in fondo la prima Repubblica l'ha ammazzata lui). Senza i dc siciliani (400mila negli anni '60) la Dc sarebbe rimasta un pacifico partito perbene guidato da Fanfani e Moro, Andreotti sarebbe rimasto un notabile laziale e Berlusconi, più avanti, sarebbe finito in galera per reati minori o sarebbe rimasto al massimo una specie di Ricucci con più parlantina. E invece no. Nei momenti decisivi, i siciliani hanno votato in massa per il peggio che si trovava, inguaiando così non soltanto se stessi ma anche tutti gli altri italiani.

 

Dunque Sicilia indipendente e libera, e magari - per qualche colpo di fortuna - via anche varesotti e veneti, i primi unitisi alla Svizzera e i secondi alla rinata Austria-Ungheria. E quindi elezioni fra gente seria, che non si vende il voto e non dà in escandescenze per gli immigrati. (E Roma? Boh, nel frattempo se la potrebbe essere ripresa il papa, così alle elezioni italiane non votano neanche loro). Milano, fra Albertini e Moratti, se la sarebbero da tempo comprata i giapponesi: voterebbe per la prefettura di Osaka, non certo per le elezioni italiane. Non credo che la camorra permetterebbe elezioni tranquille a Napoli, e questo potrebbe essere il pretesto per non far votare neanche i napoletani (e, a maggior ragione, calabresi e affini).

 

Ecco, a questo punto potrebbero anche vincere le sinistre, alle elezioni italiane. Si richiamerebbe Prodi, si rimetterebbe a posto l'economia, si tornerebbe a rivincere i mondiali di calcio, si rimanderebbe al porcile Calderoli e si nominerebbe Zanotelli ministro degli esteri e Dario Fo dell'istruzione. E poi, con tutto comodo, si lascerebbero tornare a casa i secessionisti, che avrebbero avuto il tempo di girare un po' di mondo e dunque di ricordarsi come si stava bene in Italia.

 

(E se, alle prime elezioni siffatte, dovesse vincere non diciamo Veltroni - che fisiologicamente non può farlo - ma un altro destro di sinistra tipo Cofferati? Beh, in tal caso tutta la brillante analisi precedente non vale un soldo e bisognerà tristemente ritornare a Berlusconi, Andreotti e compagnia).

 

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A che servono gli scrittori

 

Napoli. Ergastolo ai boss del clan dei Casalesi, fra cui Francesco Schiavone "Sandokan" e Francesco Bidognetti "Cicciotto". Un duro colpo per la camorra e una boccata di ossigeno per la popolazione, grazie al coraggio di poliziotti e magistrati e di quegli intellettuali che invece di stare a farsi le seghe sui massimi sistemi hanno denunciato in pubblico i boss del sistema mafioso (con minima solidarietà da parte dei colleghi più prudenti e navigati).

 

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Cronaca nera

 

Milano. Decine di tifosi spagnoli a piazza Duomo aggrediti dalla folla dei padani inferociti dopo la partita. Salvati a stento dalla polizia. "In Spagna certe cose non succedono".

 

Vigevano. Badante uccisa a coltellate da un indigeno per la strada.

 

Varese. Operaio egiziano ucciso a revolverate perché chiedeva la paga. Said el Basset, 29 anni, aveva chiesto gli arretrati al padrone dell'impresa edile per cui lavorava. Il figlio dell'imprenditore, Antonino Fioravante di 19 anni, ha estratto una rivoltella e l'ha freddato con due colpi al cuore. Il padano è stato poi arrestato dalla polizia italiana.

 

Verona. Padano arrestato per aver abusato per diciotto anni della figlia, oggi ventinovenne.

 

Monza. Sarebbero ben diciotto gli omicidi commessi dai giovani padani che facevano parte delle "Bestie di Satana", un'organizzazione neo-pagana che per anni ha imperversato ai confini con l'Italia. La diffusione dei gruppi neo-pagani in Padania è sempre più allarmante: dagli adoratori del Dio Po a quelli del diavolo sono ormai numerosi i giovani che cercano nuove emozioni in questi culti blasfemi e sovente violenti.

 

Milano. Continuano ad aspettare giustizia i ventinove zingari deportati il 5 settembre scorso dal campo nomadi di via San Dionigi. Anziché ricorrere alla violenza per difendere i loro diritti hanno preferito ricorrere alla magistratura ordinaria presentando alla prima sezione civile del Tribunale di Milano un ricorso contro il Comune chiedendo il risarcimento dei danni subiti.