Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 La catena di san libero La Catena di San Libero n. 375

La Catena di San Libero n. 375

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La Catena di San Libero n. 375
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di Riccardo Orioles - 5 novembre 2008

L'onorevole Trombetta
L'onorevole Cosimo Trombetta, parlamentare Pd di Voghera, è da oggi segretario del Partito democratico.


L'ha deciso il Capo del Governo Silvio Berlusconi per sciogliere la lunga impasse (che data dai corsi delle Frattocchie del 1965) fra Walter Veltroni e Massimo D'Alema. L'obiettivo del Partito Democratico, come tutti sanno, è di tener lontani dal potere Prodi e D'Alema. La "mission" di quest'ultimo, viceversa, è radere al suolo Veltroni e seminarci il sale sopra.

La lotta fra i due leader, con alterne vicende, dura da oltre quarant'anni: più delle due guerre mondiali, delle tre puniche e di tutte le guerre di successione. E' eguagliata solo dal lungo conflitto che ha opposto, in un recente passato, l'Egitto di Ramsete II alla Babilonia di Hammurabi. Ha portato, per logoramento, a un completo disinteresse dell'intero partito - uso ormai a risvegliarsi solo per questa o quella dichiarazione dei due cavalli di razza  - a qualsiasi altro argomento.

In questo clima, ovviamente, alla fine hanno finito per trovar spazio le iniziative politiche più impensate. In alcuni casi, per la verità, s'è trattato di forzature giornalistiche, come nel caso del sindaco di Torino. "Sarebbe come allearsi con la Lega!" aveva detto Chiamparino per illustrare l'assurdità di talune scelte politiche a suo avviso sbagliate: e il giorno dopo i giornali avevano riportato pari pari "Chiamparino vuole accordarsi con la Lega", cosa evidentemente assurda a prima vista.
Anche in Sicilia, a causa principalmente della scarsa comprensibilità del dialetto usato da alcuni esponenti democratici, si erano diffuse voci di operazioni decisamente strane, come gli accordi non solo con i leghisti locali (quelli di Lombardo, noto principalmente per la diffusione di pacchi alimentari fra i suoi elettori) ma addirittura con l'Udc di Cuffaro, noto interlocutore di mafiosi.
"Tutto ciò non avverrà più - ha dichiarato Trombetta - Da ora in poi la linea del partito sarà chiara e indiscutibile, senza incertezze nè inciuci: saremo fedeli collaboratori del Governo nazionale e dell'Uomo che la Provvidenza ha posto al vertice del nostro amato Paese".
- Onorevole, ma... Scusi, ma lei è sicuro di poter esercitare così immediatamente il suo mandato, senza prima consultarsi con...
"E perché? Quardi, questo è il foglio di nomina. Controlli la firma. Dice che il capo dell'opposizione non può essere scelto dal governo? E perché? Anche per la vigilanza Rai un tempo si diceva così. E invece Villari ora non è al suo posto, non esercita tranquillamente? Li lasci dire, li lasci dire. Tanto, una volta che si sfogano...".

In serata il Collegio dei probiviri del Partito democratico ha comunicato di non avere ancora raggiunto una decisione. "Non ci sembra possibile censurare le scelte politiche dell'onorevole Trombetta, che in quanto uomo libero ha il diritto di avere le sue posizioni". Contrario l'onorevole Veltroni, secondo cui "l'iniziativa di Berlusconi e Trombetta è del tutto fuori da ogni prassi istituzionale". Favorevole l'onorevole La Torre, che ritiene la nomina "rispondente alle attese della parte sana del Paese". "No comment" di D'Alema. "Va bene, ma sarei stata meglio io" ha detto la capogruppo al Senato Finocchiaro. "Deciderà il congresso" ha concluso Fassino. "E quando sarà il congresso?". "Il 29 febbraio 2011, naturalmente". Qui Roma, a voi studio è tutto.



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Italo
Si chiamerà Italo (o anzi "punto Italo", che fa tanto web)  il supertreno di Luca di Montezemolo che dovrebbe far concorrenza alle Ferrovie dello Stato sulle linee dell'Alta Velocità. Montezemolo, con quasi 100mila euri l'anno, fino al 2006 era il manager esterno più pagato dallo Stato. Ora non si sa.
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Burrasca su Sanremo

Paolo Bonolis non presenterà la prossima edizione - dal 17 al 21 febbraio 2009 - del Festival di Sanremo. Lo Stato italiano, a quanto pare, non sarebbe in grado di pagare l'ingente cachet richiesto dall'artista senza vendere l'Eni o la Sardegna, operazioni che difficilmente potrebbero concludersi in tempo. I vertici della Rai, secondo indiscrezioni, sarebbero invece orientati ad affidare la conduzione del Festival a Beppe Grillo e altri comici, come già nel 1978.

Prenderebbe però sempre più quota anche l'ipotesi, decisamente più praticabile sul piano economico, di far presentare il Festival al segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che avrebbe già espresso la sua disponibilità. "Quello ha fatto carriera con Porta a Porta - avrebbe esclamato il leader - Quest'altro s'è fatto i soldi con l'Isola dei Famosi. E io che ci ho scritto, Giocondo?".
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Mailand

Milano. Sfugge a un agguato lo scrittore anticamorra Roberto Saviano. Alcuni malintenzionati, approfittando dalla sua assenza dall'Italia, volevano a sorpresa appioppargli la cittadinanza onoraria milanese. Lo scrittore, segnato da un tale marchio di razzismo ed egoismo sociale, sarebbe stato così sputtanato per sempre presso la maggioranza dei suoi lettori americani ed europei. Per fortuna la parte sana dell'establishment politico e culturale di Milano ha fatto barriera contro la provocazione: "Saviano - hanno detto - è un terrone e pure amico dei negri: vada a quel paese!".

Oltre a Saviano i teppisti intendevano sfregiare anche il giornalista Enzo Biagi (omonimo ma ma non parente del Biagi che "rompeva i coglioni" a Scajola) con una onorificenza, il "Goldambroginen mit Eitchenlaub uns Schwertern" (A. d'Oro con Fronde di Quercia e Spade) di cui vengono solitamente insigniti personaggi graditi al regime. Ma anche in questo caso, per fortuna, la provvidenziale levata di scudi dei gerarchi più anziani ha salvato la vittima designata.

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Cos'è politica, allora?

Clochard bruciato. Ma: "L'hanno fatto per divertimento", "Nessuna matrice politica". Meno male.
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Brevi dalla Sicilia


Caltanissetta. Proprietario terriero abusa per due anni del figlio adolescente di un suo bracciante. Quest'ultimo - secondo il magistrato - aveva tollerato "per necessità" gli abusi sul figlio in quanto dal possidente gli proveniva "l'unico reddito capace di consentire il sostentamento del nucleo familiare già in condizioni di forte disagio economico e sociale".
Canicattì. Disoccupato trentottenne si uccide lanciandosi dal tetto dell'ospedale. "L'uomo era disperato per i problemi economici suoi e della famiglia".
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L'antimafia di ogni giorno e chi la strozza
La Periferica è un piccolo giornale che esce in uno delle borgate più grosse e povere del Sud, Librino. E' nato fra gli scout ed ha rapidamente aggregato la meglio gioventù del quartiere, quelli che "un giorno anche Librino sarà un posto normale, senza mafia, col lavoro!".
Bene. Questa storia dura oramai da più di un anno. I ragazzi della Periferica, che secondo le buone regole avrebbero dovuto sbandarsi dopo un paio di mesi, invece hanno tenuto duro. Il loro giornaletto, che secondo le regole sarebbe dovuto restare nel giro dei pochi studenti "colti" della città, invece s'è diffuso a sorpresa fra gli abitanti del quartiere. E questi, che secondo le regole avrebbero dovuto farsi i cazzi loro, invece l'hanno appoggiato: il giornale diffuso nei bar, un po' di pubblicità - addirittura - dai piccoli commercianti del quartiere.

(In mezzo a questa storia c'è anche qualche intimidazione, per esempio al doposcuola aperto dai ragazzi nel quartiere. Ma non ce la metto perché altrimenti si va nelle emozioni da fiction, che agl'italiani piacciono tanto, e dunque nel folklore. Questa è una storia di mafia, naturalmente. Ma di mafia reale, mafia quotidiana, non da televisione).
Dov'eravamo rimasti? Ah, già. Dunque, i ragazzi hanno "avuto successo", per quel che si poteva, e a un certo punto hanno anche messo su un'associazione apartitica ("Oltre la Periferica") per la informe ma ben promettente società civile del quartiere. E regolarmente ci si riunisce fra redatori, si fa il palinsesto, si distribuiscono i pezzi, si fa il giro dei negozi per la pubblicità... Insomma, una piccola ma efficiente routine.
Finché un bel giorno un barista sorride impacciato. "Beh, stavolta il vostro giornale qui non ve lo posso esporre...". E il negoziante: "Veramente la pubblicità me l'hanno già messa su quell'altro giornale...". "Ehi - fa una ragazza - hai visto che oggi La Sicilia ha pubblicato una pagina straordinaria tutta su Librino?".

Cos'è successo? Come mai l'unico (e grosso) quotidiano della città ha improvvisamente scoperto il povero quartiere? Semplice: Librino è 40mila voti. Li puoi comprare, vendere, mettere all'asta, contrattare. Se però questa gente comincia a pensare con la propria testa (a destra, a sinistra, al centro: ma con la testa sua) non lo puoi fare più. Diventano voti liberi, da convincere. E come cavolo li convinci, se da vent'anni li lasci nella miseria più nera, con fogne di fortuna e senza luce? Maledetto giornale libero, maledetti ragazzi. E' quella fabbrica di uomini, quella Periferica di pensatori, la fonte della disgrazia. Facciamole il vuoto attorno.
Così il barista smette di esporre, il negoziante di dare pubblicità e persino il parroco, nella sua chiesa, s'è messo a parlare male degli "aizzapopolo". "Eh, bello quando stavano tutti zitti, che c'era la miseria ma si stava in pace!". Quei tempi, purtroppo per chi ci marciava, non torneranno più. Periferica resta ad uscire regolarmente, il comitato continua, la società pulsa ancora. Ma quei ragazzi - chiedetevi - che vita fanno?
Ecco, questa sarebbe una storia sull'informazione in Sicilia. Su Informazione-e-Mafia, addirittura. Emoziona nessuno? C'è qualche solidarietà? Qualche appello? Qualche intellettuale?
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