Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Antonella Randazzo La voce del Padrone. Nuovi fascisti e nuovi crimini

La voce del Padrone. Nuovi fascisti e nuovi crimini

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La voce del Padrone. Nuovi fascisti e nuovi crimini
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di Antonella Randazzo - 11 maggio 2009
Qual è la cosa più giusta da fare, salvare vite in pericolo oppure limitarsi a denunciare i crimini del passato senza sollevare un dito ...
          

... verso quelli che si possono evitare nel presente?
Sembrerebbe una domanda molto sciocca, dato che la risposta dovrebbe essere scontata.
Ma non lo è per le nostre autorità, che ritengono più grave non sollevare indignazione per i crimini passati che non agire per impedire quelli attuali. Non ci credete? Eppure il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in occasione della presentazione del futuro museo della Shoah a Roma non ha fatto altro che denunciare i crimini del vecchio fascismo, sostenendo che “la Shoah degli ebrei d’Europa è stato senza dubbio uno degli eventi più tragici e aberranti che il genere umano abbia mai conosciuto”. Peraltro, Alemanno non è molto preparato in Storia, ignorando che molti altri genocidi erano già stati perpetrati in Africa, in Asia e in America.

Come mai le nostre autorità sono così attente all’Olocausto degli ebrei e ai possibili comportamenti antiebraici mentre ignorano con molta disinvoltura i massacri che avvengono oggi nel Terzo mondo o le tante vittime che perdono la vita nel tentativo di fuggire dall’inferno del loro paese?

Le nostre autorità, essendo corrotte, seguono pari pari quello che il gruppo di potere decide, perdendo non soltanto la dignità ma anche il minimo senso di umanità verso i loro simili. Il gruppo di potere ha deciso che il razzismo più grave è quello contro gli ebrei, specie quelli già morti, uccisi dai vecchi nazifascisti. Inoltre, nel sistema attuale viene generata miseria in molti parti del mondo, e i poveri diventano colpevoli, specie se decidono di espatriare sperando di trovare un lavoro che permetta loro la sopravvivenza. Il "reato" più grave nel sistema attuale non è il crimine ma la povertà.

Di conseguenza le nostre autorità si prodigano ad assecondare i loro padroni, trattando con disumanità inaudita gli immigrati, e mentre denunciano i crimini nazifascisti si macchiano di delitti assai simili a quelli.
Per Alemanno il “fascismo è disumano”, ma non risulta che egli, come altre autorità, abbia definito “disumano” il respingere centinaia di persone condannandole ad un destino atroce. Due pesi due misure: gli ebrei del passato avrebbero meritato un trattamento umano mentre gli immigrati di oggi meritano un trattamento disumano.
Qual è il reato degli immigrati? La povertà. Infatti se una persona extracomunitaria danarosa viene in Italia può rimanervi tutto il tempo che desidera, a meno che non venga identificata come dissidente, ovvero come colui che lotta per la libertà del suo popolo, in tal caso viene bollata come “terrorista” e perseguitata.
Il nostro ministro dell'interno Maroni è ben felice di rispedire indietro gli immigrati poveri, esponendoli al rischio di morte, e non viene definito “fascista” dai suoi colleghi politici, e nemmeno solleva la voce del nostro presidente della Repubblica, sempre tanto attento a ricordare i crimini del passato fascista, ma non quelli del presente. Tutte le maggiori autorità italiane sono ben allineate ai loro padroni, e talvolta assai zelanti, anche quando si tratta di mandare a morire o alle torture persone innocenti.
I media fanno in modo da suscitare poco interesse verso il destino di coloro che cercano di sfuggire alla povertà andando verso le zone ricche. Nei nostri telegiornali raramente vengono intervistati gli immigrati approdati in Italia. Le nostre autorità non vogliono mostrarceli come persone che stanno vivendo un incubo a causa dell’occupazione dei loro paesi da parte delle corporation e dei banchieri, attivi finanziatori di guerre, dittature e massacri. Se li intervistassero farebbero sapere a tutti la realtà che vivono queste persone.
Raccontano alcune donne nigeriane, etiopi e somale: “Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no… erano fuggiti dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini”.(1)
Spiega una ragazza somala: “Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato 4 mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell’incubo finisse”.(2)
L'insicurezza e la povertà producono disagio anche al mondo ricco, presentando come "normale" una situazione in cui i diritti umani vengono calpestati impunemente. Amnesty International a questo proposito osserva: "Viviamo in un mondo pericoloso e diviso dove il rilievo dato ai diritti umani è quotidianamente messo a dura prova, la legittimazione dei diritti umani messa in discussione, e la "responsabilità vacante" di governi, istituzioni internazionali, gruppi armati e attori imprenditoriali in continua crescita. È esattamente in un mondo come questo che abbiamo bisogno di una sempre più ampia fascia di umanità pronta a dichiarare: “Basta. Le cose devono cambiare".(3)